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	<title>Narcisismo Archivi</title>
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		<title>I pensieri disturbanti come mai disturbano?</title>
		<link>https://matteomannucci.it/2021/12/15/i-pensieri-disturbanti-come-mai-disturbano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Mannucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 17:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-550x367.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-550x367.jpg 550w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-980x653.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-1600x1067.jpg 1600w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>I pensieri, dunque, precedono il «pensare» e aspettano un pensatore che sia in grado di «pensarli» utilizzando un adeguato apparato per pensare. In queste poche parole dell&#8217;articolo &#8220;Pensare in gruppo, pensare con l&#8217;altro&#8221;, di Cosimo Maria Gentile e Maria Antonietta Diana disponibile in questo volume, è sintetizzato magistralmente sia il disagio che la cura dei &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteomannucci.it/2021/12/15/i-pensieri-disturbanti-come-mai-disturbano/">I pensieri disturbanti come mai disturbano?</a> proviene da <a href="https://matteomannucci.it">Dr. Matteo Mannucci - Psicologo a Livorno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-550x367.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-550x367.jpg 550w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-980x653.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-1600x1067.jpg 1600w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p><mark>I pensieri, dunque, precedono il «pensare» e aspettano un pensatore che sia in grado di «pensarli» utilizzando un adeguato apparato per pensare.</mark></p>
<p>In queste poche parole dell&#8217;articolo &#8220;Pensare in gruppo, pensare con l&#8217;altro&#8221;, di Cosimo Maria Gentile e Maria Antonietta Diana <a href="https://www.magiedizioni.com/prodotto/gruppalita/" target="_blank" rel="noopener">disponibile in questo volume</a>, è sintetizzato magistralmente sia il disagio che la cura dei <strong>pensieri disturbanti tra cui si annoverano anche i pensieri ossessivi</strong>.</p>
<div id="attachment_1108" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1108" class="size-medium wp-image-1108" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-980x653.jpg" alt="" width="980" height="653" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-980x653.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-1600x1067.jpg 1600w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-600x400.jpg 600w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-550x367.jpg 550w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><p id="caption-attachment-1108" class="wp-caption-text">Photo by <a href="https://unsplash.com/@pechka?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Dima Pechurin</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/open-door?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p></div>
<h2>Il pensiero disturbante</h2>
<p><mark>Il pensiero ossessivo rientra in quello che la nosologia definisce un DOC un Disturbo Ossessivo Compulsivo, diverso dal DOCP ovvero dal Disturbo Ossessivo di Personalità.</mark></p>
<p><strong>Nel caso del DOC si tratta di un disturbo egodistonico, ovvero che va in conflitto con l&#8217;io, mentre nel caso del DOCP si parla di disturbo egosintonico che quindi è in sintonia con l&#8217;io</strong>, non è un qualcosa di cui la persona vorrebbe liberarsi, ma risulta integrato alla personalità (patologica).</p>
<h3>Chiariamo questo aspetto con un esempio</h3>
<p>Passeggiando Antonio, appena vede un albero, compie un giro intorno all&#8217;albero per poi proseguire. Ogni volta che incontra un albero sente l&#8217;esigenza di ripetere questo gesto. Quando questo comportamento disturba lo stesso Antonio, siamo in presenza di un DOP.</p>
<p>Se Bruno, padre di famiglia, impone al figlio che ogni sera debba fargli un <em>report</em> alla tal ora di cosa ha fatto durante la giornata, invece siamo in presenza di un DOCP.</p>
<p>Nel primo caso Antonio vorrebbe liberarsi del pensiero ossessivo, che lo costringe a compiere il rituale.<br />
Nel secondo caso Bruno è assolutamente in &#8220;pace&#8221; con se stesso, non rendendosi conto di quanto in realtà sia lesivo nei confronti del figlio.</p>
<h2>La natura del pensiero disturbante</h2>
<p>Come un pensiero possa divenire disturbante lo abbiamo chiarito con l&#8217;esempio di cui sopra, ripetiamolo nuovamente: <strong>il pensiero disturba perchè la persona lo percepisce come un&#8217;invasione nel campo della coscienza</strong>, un&#8217;invasione che ha la forza di costringere il soggetto a seguire il pensiero, come un cane con il suo padrone.</p>
<p>Cane e padrone sono due soggetti di una relazione, <strong>l&#8217;essere umano, per sua natura, è nella relazione con l&#8217;altro prima ancora di nascere</strong>, già all&#8217;interno del grembo materno.</p>
<p><mark>La relazione madre-bambino è una relazione fondamentale al corretto funzionamento fisiologico, emotivo e cognitivo della persona.</mark></p>
<p>Aver fatto esperienza di quanto la psicologia dello sviluppo definisce un &#8220;<a href="https://www.nostrofiglio.it/neonato/neonati-l-importanza-di-un-attaccamento-sicuro" target="_blank" rel="noopener">attaccamento sicuro</a>&#8221; è una base solida che consente al bambino, futuro adulto, di poter contenere le angosce della vita che va sperimentando. Nel caso dell&#8217;attaccamento sicuro quindi, la madre ha svolto opportunamente la funzione di &#8220;contenitore di angosce&#8221; e ha consentito al bambino di sviluppare, a livello intrapsichico e per rispecchiamento, <strong>un corretto apparato per pensare i pensieri</strong>.</p>
<div id="attachment_1109" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1109" class="size-medium wp-image-1109" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/isaac-quesada-DMcNqigMn1c-unsplash1-980x654.jpg" alt="" width="980" height="654" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/isaac-quesada-DMcNqigMn1c-unsplash1-980x654.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/isaac-quesada-DMcNqigMn1c-unsplash1-1600x1068.jpg 1600w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><p id="caption-attachment-1109" class="wp-caption-text">Photo by <a href="https://unsplash.com/@isaacquesada?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Isaac Quesada</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/mom-and-son?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p></div>
<h3>L&#8217;apparato per pensare</h3>
<p>Nel suo articolo Diana fa riferimento al modello metaforico, utilizzato da Bion per esplicitare <strong>la costruzione dell&#8217;apparato per pensare i pensieri</strong>, nella relazione intersoggettiva e dinamica fra madre e bambino:</p>
<p><mark>Il bambino proietta le sue proto-emozioni grezze nel suo contenitore materno che, in uno stato meditativo di <em>rêverie</em> (fantasticare sullo stato interno del figlio), assorbe, vaglia, disintossica, trasduce gli elementi beta dall&#8217;infinito alla finitezza, riflette su queste comunicazioni emotive proiettate e consente loro di entrare in risonanza con le proprie emozioni originali. [&#8230;] Da questa incubazione e scambio in risonanza affiora spontaneamente un fatto prescelto che conferisce coerenza alla comunicazione nel suo insieme. Nel frattempo gli elementi beta originali (proto-emozioni) del bambino si sono trasformati in elementi alfa, adatti alla mentalizzazione. La madre allora risponde in modo idoneo al bambino o lo informa (interpretazione) rispetto a ciò che egli prova (Grotstein 2007).</mark></p>
<p><strong>Senza questo apparato il bambino (prima), l&#8217;adolescente (dopo), l&#8217;adulto (poi), potrà fare esperienza della vita come una fonte di continue angosce</strong> e anche reagire sviluppando patologie come quella del disturbo narcisistico di personalità.</p>
<p>Infatti tale patologia può avere  come comorbilità (la presenza contemporanea nello stesso soggetto di due o più malattie) anche quella del disturbo ossessivo-compulsivo.</p>
<div id="attachment_1110" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1110" class="size-medium wp-image-1110" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/alina-grubnyak-ZiQkhI7417A-unsplash1-980x653.jpg" alt="" width="980" height="653" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/alina-grubnyak-ZiQkhI7417A-unsplash1-980x653.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/alina-grubnyak-ZiQkhI7417A-unsplash1-1600x1067.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /><p id="caption-attachment-1110" class="wp-caption-text">Photo by <a href="https://unsplash.com/@alinnnaaaa?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Alina Grubnyak</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/network?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p></div>
<h3>Quando non si è capaci di pensare</h3>
<p><strong>La persona può chiudersi in sé nei confronti della vita</strong>, ridurre al minimo l&#8217;interazione con l&#8217;altro, la socialità (narcisismo dalla scorza morbida),<strong> oppure mostrare arroganza, considerare la vita scontata</strong>, in qualche modo già conosciuta e quindi inutile da sperimentare (narcisismo dalla scorza dura).</p>
<p>Senza un corretto apparato psichico che consenta di pensare i pensieri e, in senso lato, di pensare la vita, il pensiero non evolve.</p>
<p>Il pensiero rimane concreto e non evolve verso quella modalità alta del pensiero:  l&#8217;astratto e/o il simbolico.</p>
<p>Ti sarà sicuramente capitato di poter sentire persone che dicono &#8220;quello che penso, io lo dico&#8221;, e dichiarazioni simili. Sono modalità di porsi all&#8217;altro che  denotano una scarsa capacità riflessiva. <strong>Al pensare infatti manca la capacità di rappresentare e rappresentarsi</strong>. In questo modo la persona non accede né alla vita esteriore, né alla vita interiore. Si è completamente incapaci di riflettere, di rappresentare, di toccare i propri stati interiori, quindi i significati che derivano da tali stati o esperienze.</p>
<p>Toccarli significherebbe anche viverli e doversi confrontare con il dolore e con l&#8217;angoscia; ecco che per difesa il pensiero rimane assolutamente concreto.</p>
<p>Vale la pena ricordare anche come il disturbo anoressico-bulimico sia caratterizzato dalla presenza di un pensiero concreto.</p>
<section class="suggested_post"><div class="flex items-center justify-center"><div class="mr-4 fill-current align-middle inline-block h-6 w-6"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 20 20"><path d="M10 20a10 10 0 1 1 0-20 10 10 0 0 1 0 20zm0-2a8 8 0 1 0 0-16 8 8 0 0 0 0 16zm-2-8V5h4v5h3l-5 5-5-5h3z"/></svg></div><div class="text-xl">Lettura consigliata</div></div> <article class="rps_include_content_wrap mx-auto md:w-2/4 mt-4 mb-4  bg-gray-200 text-center rounded p-4 border border-mbc block"><h4><a href="https://matteomannucci.it/2021/02/25/disturbi-del-comportamento-alimentare-la-funzione-simbolica-come-via-per-la-cura/">Disturbi del comportamento alimentare: la funzione simbolica come via per la cura</a></h4><img loading="lazy" decoding="async" width="420" height="320" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/02/mercurio-alchimia-1-420x320.jpg" class="attachment-simple-gallery size-simple-gallery wp-post-image" alt="mercurio alchimia 1" /><p>Giocare è una delle attività che appartengono al genere umano a qualsiasi età, è una forma di comunicazione, è uno stare nella relazione, con noi stessi oppure in due, in</p>
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</article></section>
<h2>Come imparare a pensare i pensieri che disturbano</h2>
<p>Per imparare a pensare, a non aver paura dei propri pensieri, per non temere la vita, ma anzi<strong> imparare dalla vita a fare esperienza e crescere come persona</strong>, occorre avviare un processo di crescita interiore. Occorre incontrare l&#8217;Altro psichico, con il quale entrare in relazione e recuperare quella funzione madre-bambino, così fondamentale allo <strong>sviluppo di un corretto apparato predisposto a pensare i pensieri</strong>.</p>
<h3>Chi è l&#8217;Altro?</h3>
<p>L&#8217;Altro è un &#8220;tu&#8221; che nella psicoterapia dinamica, o psicoanalisi, viene vissuto tramite il <em>transfert</em> tra terapeuta e paziente, l&#8217;Altro è il &#8220;tu più autentico&#8221; che ogni essere umano proietta esternamente, nei primi anni di vita sul <em>care giver</em> e poi più avanti verso gli <em>altri significativi</em> (mentori, maestri, etc&#8230;).</p>
<p>Nella relazione terapeutica, dopo aver instaurato un <em>setting</em> adeguato, accompagnati dal terapeuta torniamo nuovamente a <strong>contattare quelle angosce ataviche che innescano i meccanismi difensivi</strong> con i quali ci siamo adattati al mondo, ma che possono anche, come abbiamo visto, ingabbiarci in una &#8220;vita a metà&#8221; o &#8220;non vita&#8221;.</p>
<div id="attachment_1111" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1111" class="size-medium wp-image-1111" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/AdobeStock_254430291-980x694.jpg" alt="" width="980" height="694" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/AdobeStock_254430291-980x694.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/AdobeStock_254430291-1600x1133.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /><p id="caption-attachment-1111" class="wp-caption-text">Psicoterapia di gruppo</p></div>
<h3>L&#8217;Altro nel gruppo</h3>
<p><strong>Possiamo fare esperienza dell&#8217;Altro anche attraverso la psicoterapia di gruppo</strong>, il gruppo può rivelarsi un ottimo contenitore per imparare a pensare.</p>
<p>L&#8217;aspetto fondamentale è la relazione, è nella relazione che l&#8217;Io si costituisce, e sempre nella relazione si costituisce patologia e cura.</p>
<p>Grazie alla cura possiamo tornare a dare senso alla vita, ai significati che ci attendono per imparare a strutturare forme di conoscenza più profonda.</p>
<p>Come ci ricorda Enrique Pichon-Rivière, la conoscenza nasce da tre fondamentali fattori quali:</p>
<ul>
<li>l&#8217;esperienza</li>
<li>la riflessione</li>
<li>la trasformazione</li>
</ul>
<p>Senza questi passaggi, consequenziali e circolari, la psiche umana difficilmente potrà evolvere. Ogni esperienza è fonte di conoscenza, ma deve poter essere pensata (riflettuta), altrimenti non fornirà alcuna trasformazione (crescita). Da una sana trasformazione ne consegue un altrettanto sano adattamento alla vita.</p>
<h2>La meditazione per calmare la mente e i pensieri che disturbano</h2>
<p>Quando la mente si affolla di pensieri, <strong>la meditazione può essere un ottimo strumento per disintossicarla</strong>. Bastano pochi minuti al giorno: la ripetizione degli esercizi di focalizzazione rende la mente più stabile e quieta. Lo stato di allerta tende a scemare, il metabolismo mentale ritorna in condizioni fisiologiche. Anche i pensieri disturbanti, che si attivano come difese, hanno meno ragione di esistere.</p>
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<h2>L&#8217;importanza del silenzio per spegnere i pensieri disturbanti</h2>
<p>In questo video Lama Paljin Tulku Rinpoche illustra come il silenzio possa essere la medicina della mente, contro i pensieri disturbanti.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Tavola rotonda - Una grande medicina: il silenzio" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/KQzNuJb3gt0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2024/05/IMG_4707.jpg" width="100"  height="100" alt="Psicologo Livorno prezzi" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://matteomannucci.it/author/mama/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Matteo Mannucci</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p><em>Psicologo clinico, Guida in pratiche Meditative, Facilitatore in Mindfulness (ric. IPHM), Master DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), Master in Sessuologia Clinica, Master in Linguaggi della Psiche, Conoscitore in psicosomatica</em></p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://matteomannucci.it/_mamawp" target="_self" >matteomannucci.it/_mamawp</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://matteomannucci.it/2021/12/15/i-pensieri-disturbanti-come-mai-disturbano/">I pensieri disturbanti come mai disturbano?</a> proviene da <a href="https://matteomannucci.it">Dr. Matteo Mannucci - Psicologo a Livorno</a>.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Il mito di Narciso e la ricerca dell&#8217;identità archetipica</title>
		<link>https://matteomannucci.it/2021/08/27/il-mito-di-narciso-e-la-ricerca-dellidentita-archetipica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Mannucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2021 10:01:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="358" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-550x358.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Dali Metamorfosi di Narciso" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-550x358.jpg 550w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-980x637.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso.jpg 1575w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-600x390.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>Condivido questo prezioso contributo offertoci dal Centro Culturale Junghiano Temenos che ben rappresenta il significato psicologico del mito di Narciso. Dall&#8217;introduzione dell&#8217;intervista Oggi si parla molto di narcisismo, ma il più delle volte ci si limita a considerare gli aspetti più direttamente visibili: la grandiosità, l&#8217;autoreferenzialità, l&#8217;inaccessibilità nella relazione. Ma cosa si nasconde dietro questa &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteomannucci.it/2021/08/27/il-mito-di-narciso-e-la-ricerca-dellidentita-archetipica/">Il mito di Narciso e la ricerca dell&#8217;identità archetipica</a> proviene da <a href="https://matteomannucci.it">Dr. Matteo Mannucci - Psicologo a Livorno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="358" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-550x358.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="Dali Metamorfosi di Narciso" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-550x358.jpg 550w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-980x637.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso.jpg 1575w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-600x390.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p>Condivido questo prezioso contributo offertoci dal <a href="https://www.temenosjunghiano.com/" target="_blank" rel="noopener">Centro Culturale Junghiano Temenos</a> che ben rappresenta il significato psicologico del mito di Narciso.</p>
<p><strong>Dall&#8217;introduzione dell&#8217;intervista</strong></p>
<p><em>Oggi si parla molto di narcisismo, ma il più delle volte ci si limita a considerare gli aspetti più direttamente visibili: la grandiosità, l&#8217;autoreferenzialità, l&#8217;inaccessibilità nella relazione. Ma cosa si nasconde dietro questa apparenza? Qual è il significato profondo sotteso alle dinamiche più evidenti? Il mito di Narciso ci offre una narrazione archetipica che consente di dare senso, individuando il nucleo di sofferenza della personalità narcisistica ed al contempo immaginando possibili soluzioni terapeutiche. </em></p>
<p><em>Narciso, chinandosi su una fonte di acqua limpida, vede riflessa la propria immagine e se ne innamora perdutamente: suscitando e subendo la fiamma della passione, si strugge per un amore impossibile da vivere.</em></p>
<p><em>Forse proprio in questo rispecchiamento, in questo bisogno di riconoscimento di se stessi e del proprio nucleo individuativo (bisogno che ci accomuna tutti), può essere rintracciato il senso profondo delle vicende di Narciso e del narcisismo.</em></p>
<div id="attachment_1030" style="width: 813px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1030" class="size-medium wp-image-1030" title="28 narciso caravaggio hd" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/28-narciso-caravaggio-hd-803x980.jpg" alt="28 narciso caravaggio hd" width="803" height="980" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/28-narciso-caravaggio-hd-803x980.jpg 803w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/28-narciso-caravaggio-hd.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 803px) 100vw, 803px" /><p id="caption-attachment-1030" class="wp-caption-text">Narciso, Caravaggio, 1597, Galleria Nazionale d&#8217;Arte Antica &#8211; Palazzo Barberini, Roma</p></div>
<h2>Significato psicologico del mito di Narciso</h2>
<p><strong>Seguono alcuni appunti del dialogo tra Carla Stroppa, psicoanalista junghiana, e Andrea Graglia, psicoanalista junghiano.</strong></p>
<p>La grande narrazione (il mito) è stata veicolata e tradotta dalla psicologia del profondo. <strong>Il mito di Narciso ci porta il tema spinoso della mancanza di autostima.</strong> Il pensiero psicoanalitico ha affrontato quelli che vengono detti i <em>marker</em>, aspetti spiacevoli della sindrome narcisistica, come l&#8217;incapacità di rapportarsi all&#8217;altro oppure  l&#8217;autoreferenzialità.</p>
<p><strong>Narciso è un po&#8217; un funambolo dell&#8217;autostima</strong>, rappresenta colui che si mantiene su una corda difficile, tesa sulla necessità di avere un rispecchiamento identitario personale.</p>
<p><strong>Nell&#8217;esperienza clinica si parla di una ferita radicale della propria identità</strong>, una impossibilità di dare la risposta a quella domanda straziante che ci riguarda tutti:</p>
<h2>Chi sono io e cosa ci faccio qui?</h2>
<p>Sotto quelle che sono le degenerazioni patologiche del narcisismo, si trova sempre <strong>una struggente e straziante ricerca di identità</strong>.</p>
<p><strong>Ricerca condotta in grande solitudine</strong>, anche l&#8217;immagine di Narciso che si rispecchia nella fonte dà subito l&#8217;idea di una grande solitudine. <strong>Questo distacco dagli altri, dal mondo, si manifesta come incapacità di amare</strong>.</p>
<p><strong>Anche il mito di Eco può rappresentare un aspetto scisso dell&#8217;io sognante</strong>. Il grande discorso del rispecchiamento mancato del femminile nella nostra società contemporanea che non si può eludere, per la donna è più difficile trovare autostima in un mondo che rispecchia soprattutto delle qualità maschili.</p>
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</article></section>
<p><strong>C&#8217;è un bisogno primordiale di non soccombere nel nulla</strong>, un bisogno che poi degenera, diventando una richiesta di rispecchiamento infinita che mette anche a dura prova il narcisismo dell&#8217;analista.</p>
<h2>Una straziante mancanza di identità</h2>
<div id="attachment_1028" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1028" class="size-medium wp-image-1028" title="Dali Metamorfosi di Narciso" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-980x637.jpg" alt="Dali Metamorfosi di Narciso" width="980" height="637" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-980x637.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso.jpg 1575w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-600x390.jpg 600w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/Dali-Metamorfosi-di-Narciso-550x358.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /><p id="caption-attachment-1028" class="wp-caption-text">Metamorfosi di Narciso (Salvador Dalí, 1936-1937 – Tate Modern Gallery, Londra)</p></div>
<p>Una straziante mancanza di identità, quella che costringe il soggetto narcisista a cercare sempre l&#8217;autoreferenzialità nella fonte che è una fonte originaria.</p>
<p><mark>Il soggetto si istituisce come tale, solo se viene rispecchiato nello sguardo di un altro, il soggetto si istituisce come tale solo se è guardato dallo sguardo di un altro.</mark></p>
<h2>L&#8217;Io viene alla luce così: letteralmente fotografato</h2>
<p>Fa subito pensare a <strong>come l&#8217;ambiente possa essere mancante di questa capacità di rispecchiamento</strong>. Vedere il soggetto per quello che è nella sua identità profonda. <strong>Vederlo nell&#8217;archetipo di fondo che sostiene il suo essere</strong>.</p>
<p><mark>Ciascuno di noi ha degli archetipi più costellati di altri. Il fatto di poter essere visti, percepiti in questa dimensione, con uno sguardo archetipico, può determinare lo sviluppo armonico dell&#8217;identità.</mark></p>
<p><strong> Non essere percepiti può creare quel deragliamento dell&#8217;io dal senso dell&#8217;Io</strong>, dal profondo, che può dar luogo a patologie, è importante recuperare l&#8217;attenzione su quanto l&#8217;ambiente possa rispecchiare, perché qui parlando di Narciso, ovviamente parliamo di specchio di rispecchiamento.</p>
<p><mark>Vedere riconosciuto il centro vitale della propria individualità e della propria personalità è un&#8217;esperienza fondamentale.</mark></p>
<h2>La fonte originaria, le origini della narrazione</h2>
<p>Oltre l&#8217;elenco dei <em>marker</em> narcisisti si vede il dolore, la sofferenza, le immagini che compaiono in questa narrazione sono lo specchio, la soglia fra il mondo esterno e il mondo interno, la bellezza, la solitudine.</p>
<p><mark>Kalsched si è occupato molto dei traumi, ha annoverato negli effetti del trauma anche quello del non essere stati rispecchiati che provoca poi anche la sindrome narcisistica.</mark></p>
<p><strong>Per Kalsched se non c&#8217;è stato questo rispecchiamento è l&#8217;anima che non si incarna</strong>, se l&#8217;anima non si incarna anche l&#8217;io rimane dis-incarnato.</p>
<p><strong>Un blocco affettivo che diventa anche blocco cognitivo</strong>, non a caso Narciso richiama il significato narcotico, sonnolento, inebetito. A partire sempre da questa mancanza di rispecchiamento originario.</p>
<p><mark>Tra i primitivi l&#8217;ombra, l&#8217;immagine riflessa, è proprio considerata come l&#8217;anima, quella dimensione transpersonale.</mark></p>
<p>Aiutare una persona che non è stata vista, rispecchiata, deve essere veicolato da un rapporto affettivo, <strong>la mancanza di rispecchiamento e di amore si guarisce solo con un rinnovato sguardo d&#8217;amore.</strong></p>
<p><mark>Per Widmann: il narcisismo può essere l&#8217;antitesi e nello stesso tempo la premessa del processo di individuazione, la possibilità di riprendere il discorso proprio laddove si è interrotto: chi sono io e cosa ci faccio qua?</mark></p>
<h2>Il mito ci parla di una trasfigurazione, nasce il fiore, nasce un simbolo</h2>
<p><mark>La ricerca in solitudine, l&#8217;individuazione, rinasce un simbolo, la visione simbolica che ha a che fare con l&#8217;individuazione.</mark></p>
<p><strong>Il fiore è un qualcosa che si rinnova ad ogni primavera</strong>, ci parla della circolarità, del tempo, ci parla di bellezza e stupore, di narcosi, di tutto questo.</p>
<div id="attachment_1031" style="width: 970px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1031" class="size-medium wp-image-1031" title="05 12 Narcisi sulla montagna di Rubiana Silvano Gallino 0" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/08/05-12-Narcisi-sulla-montagna-di-Rubiana-Silvano-Gallino_0-960x640.jpg" alt="05 12 Narcisi sulla montagna di Rubiana Silvano Gallino 0" width="960" height="640" /><p id="caption-attachment-1031" class="wp-caption-text">Narcisi sulla montagna, © laboratoriovalsusa.it</p></div>
<p><mark>Il mito non finisce con la morte, ma con una morte che si trasfigura in qualcosa d&#8217;altro. Alla morte dell&#8217;io, troppo centrato sulla dimensione personale, subentra un occhio aperto alla dimensione poetica, sacrale, simbolica della vita.</mark></p>
<p><strong>Nel fiore qualcosa viene ritrovato</strong>, tratto fuori dall&#8217;acqua, trasfigurato riconosciuto, un ricordo essenziale riaffiora, diviene immagine, bellezza, emozione, invenzione, libertà di pensiero, poesia, anima.</p>
<p><mark>La prima costruzione, quella originaria ed essenziale del mondo, che si riaffaccia è il primo solitario e segreto monologo che riprende forma e vita nell&#8217;immagine di Narciso.</mark></p>
<p>Sant&#8217;Agostino diceva:  «Ti ho amato bellezza, tanto antica e tanto nuova. Alla fine ho scoperto che eri dentro di me e non fuori».</p>
<h2>Il video dell&#8217;intervista per scoprire insieme il significato psicologico del mito di Narciso</h2>
<p><iframe loading="lazy" title="Narciso. Dei ed eroi: pillole archetipiche. Andrea Graglia conversa con Carla Stroppa" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/PJEr0mdaPTM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2024/05/IMG_4707.jpg" width="100"  height="100" alt="Psicologo Livorno prezzi" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://matteomannucci.it/author/mama/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Matteo Mannucci</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p><em>Psicologo clinico, Guida in pratiche Meditative, Facilitatore in Mindfulness (ric. IPHM), Master DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), Master in Sessuologia Clinica, Master in Linguaggi della Psiche, Conoscitore in psicosomatica</em></p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://matteomannucci.it/_mamawp" target="_self" >matteomannucci.it/_mamawp</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://matteomannucci.it/2021/08/27/il-mito-di-narciso-e-la-ricerca-dellidentita-archetipica/">Il mito di Narciso e la ricerca dell&#8217;identità archetipica</a> proviene da <a href="https://matteomannucci.it">Dr. Matteo Mannucci - Psicologo a Livorno</a>.</p>
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