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	<title>Personalità Archivi</title>
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		<title>I pensieri disturbanti come mai disturbano?</title>
		<link>https://matteomannucci.it/2021/12/15/i-pensieri-disturbanti-come-mai-disturbano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Mannucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 17:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-550x367.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-550x367.jpg 550w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-980x653.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-1600x1067.jpg 1600w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div>
<p>I pensieri, dunque, precedono il «pensare» e aspettano un pensatore che sia in grado di «pensarli» utilizzando un adeguato apparato per pensare. In queste poche parole dell&#8217;articolo &#8220;Pensare in gruppo, pensare con l&#8217;altro&#8221;, di Cosimo Maria Gentile e Maria Antonietta Diana disponibile in questo volume, è sintetizzato magistralmente sia il disagio che la cura dei &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteomannucci.it/2021/12/15/i-pensieri-disturbanti-come-mai-disturbano/">I pensieri disturbanti come mai disturbano?</a> proviene da <a href="https://matteomannucci.it">Dr. Matteo Mannucci - Psicologo a Livorno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img width="550" height="367" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-550x367.jpg" class="attachment-rss-thumb size-rss-thumb wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-550x367.jpg 550w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-980x653.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-1600x1067.jpg 1600w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></div><p><mark>I pensieri, dunque, precedono il «pensare» e aspettano un pensatore che sia in grado di «pensarli» utilizzando un adeguato apparato per pensare.</mark></p>
<p>In queste poche parole dell&#8217;articolo &#8220;Pensare in gruppo, pensare con l&#8217;altro&#8221;, di Cosimo Maria Gentile e Maria Antonietta Diana <a href="https://www.magiedizioni.com/prodotto/gruppalita/" target="_blank" rel="noopener">disponibile in questo volume</a>, è sintetizzato magistralmente sia il disagio che la cura dei <strong>pensieri disturbanti tra cui si annoverano anche i pensieri ossessivi</strong>.</p>
<div id="attachment_1108" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1108" class="size-medium wp-image-1108" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-980x653.jpg" alt="" width="980" height="653" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-980x653.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-1600x1067.jpg 1600w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-600x400.jpg 600w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/dima-pechurin-JUbjYFvCv00-unsplash1-550x367.jpg 550w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><p id="caption-attachment-1108" class="wp-caption-text">Photo by <a href="https://unsplash.com/@pechka?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Dima Pechurin</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/open-door?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p></div>
<h2>Il pensiero disturbante</h2>
<p><mark>Il pensiero ossessivo rientra in quello che la nosologia definisce un DOC un Disturbo Ossessivo Compulsivo, diverso dal DOCP ovvero dal Disturbo Ossessivo di Personalità.</mark></p>
<p><strong>Nel caso del DOC si tratta di un disturbo egodistonico, ovvero che va in conflitto con l&#8217;io, mentre nel caso del DOCP si parla di disturbo egosintonico che quindi è in sintonia con l&#8217;io</strong>, non è un qualcosa di cui la persona vorrebbe liberarsi, ma risulta integrato alla personalità (patologica).</p>
<h3>Chiariamo questo aspetto con un esempio</h3>
<p>Passeggiando Antonio, appena vede un albero, compie un giro intorno all&#8217;albero per poi proseguire. Ogni volta che incontra un albero sente l&#8217;esigenza di ripetere questo gesto. Quando questo comportamento disturba lo stesso Antonio, siamo in presenza di un DOP.</p>
<p>Se Bruno, padre di famiglia, impone al figlio che ogni sera debba fargli un <em>report</em> alla tal ora di cosa ha fatto durante la giornata, invece siamo in presenza di un DOCP.</p>
<p>Nel primo caso Antonio vorrebbe liberarsi del pensiero ossessivo, che lo costringe a compiere il rituale.<br />
Nel secondo caso Bruno è assolutamente in &#8220;pace&#8221; con se stesso, non rendendosi conto di quanto in realtà sia lesivo nei confronti del figlio.</p>
<h2>La natura del pensiero disturbante</h2>
<p>Come un pensiero possa divenire disturbante lo abbiamo chiarito con l&#8217;esempio di cui sopra, ripetiamolo nuovamente: <strong>il pensiero disturba perchè la persona lo percepisce come un&#8217;invasione nel campo della coscienza</strong>, un&#8217;invasione che ha la forza di costringere il soggetto a seguire il pensiero, come un cane con il suo padrone.</p>
<p>Cane e padrone sono due soggetti di una relazione, <strong>l&#8217;essere umano, per sua natura, è nella relazione con l&#8217;altro prima ancora di nascere</strong>, già all&#8217;interno del grembo materno.</p>
<p><mark>La relazione madre-bambino è una relazione fondamentale al corretto funzionamento fisiologico, emotivo e cognitivo della persona.</mark></p>
<p>Aver fatto esperienza di quanto la psicologia dello sviluppo definisce un &#8220;<a href="https://www.nostrofiglio.it/neonato/neonati-l-importanza-di-un-attaccamento-sicuro" target="_blank" rel="noopener">attaccamento sicuro</a>&#8221; è una base solida che consente al bambino, futuro adulto, di poter contenere le angosce della vita che va sperimentando. Nel caso dell&#8217;attaccamento sicuro quindi, la madre ha svolto opportunamente la funzione di &#8220;contenitore di angosce&#8221; e ha consentito al bambino di sviluppare, a livello intrapsichico e per rispecchiamento, <strong>un corretto apparato per pensare i pensieri</strong>.</p>
<div id="attachment_1109" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1109" class="size-medium wp-image-1109" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/isaac-quesada-DMcNqigMn1c-unsplash1-980x654.jpg" alt="" width="980" height="654" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/isaac-quesada-DMcNqigMn1c-unsplash1-980x654.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/isaac-quesada-DMcNqigMn1c-unsplash1-1600x1068.jpg 1600w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><p id="caption-attachment-1109" class="wp-caption-text">Photo by <a href="https://unsplash.com/@isaacquesada?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Isaac Quesada</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/mom-and-son?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p></div>
<h3>L&#8217;apparato per pensare</h3>
<p>Nel suo articolo Diana fa riferimento al modello metaforico, utilizzato da Bion per esplicitare <strong>la costruzione dell&#8217;apparato per pensare i pensieri</strong>, nella relazione intersoggettiva e dinamica fra madre e bambino:</p>
<p><mark>Il bambino proietta le sue proto-emozioni grezze nel suo contenitore materno che, in uno stato meditativo di <em>rêverie</em> (fantasticare sullo stato interno del figlio), assorbe, vaglia, disintossica, trasduce gli elementi beta dall&#8217;infinito alla finitezza, riflette su queste comunicazioni emotive proiettate e consente loro di entrare in risonanza con le proprie emozioni originali. [&#8230;] Da questa incubazione e scambio in risonanza affiora spontaneamente un fatto prescelto che conferisce coerenza alla comunicazione nel suo insieme. Nel frattempo gli elementi beta originali (proto-emozioni) del bambino si sono trasformati in elementi alfa, adatti alla mentalizzazione. La madre allora risponde in modo idoneo al bambino o lo informa (interpretazione) rispetto a ciò che egli prova (Grotstein 2007).</mark></p>
<p><strong>Senza questo apparato il bambino (prima), l&#8217;adolescente (dopo), l&#8217;adulto (poi), potrà fare esperienza della vita come una fonte di continue angosce</strong> e anche reagire sviluppando patologie come quella del disturbo narcisistico di personalità.</p>
<p>Infatti tale patologia può avere  come comorbilità (la presenza contemporanea nello stesso soggetto di due o più malattie) anche quella del disturbo ossessivo-compulsivo.</p>
<div id="attachment_1110" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1110" class="size-medium wp-image-1110" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/alina-grubnyak-ZiQkhI7417A-unsplash1-980x653.jpg" alt="" width="980" height="653" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/alina-grubnyak-ZiQkhI7417A-unsplash1-980x653.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/alina-grubnyak-ZiQkhI7417A-unsplash1-1600x1067.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /><p id="caption-attachment-1110" class="wp-caption-text">Photo by <a href="https://unsplash.com/@alinnnaaaa?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Alina Grubnyak</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/network?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p></div>
<h3>Quando non si è capaci di pensare</h3>
<p><strong>La persona può chiudersi in sé nei confronti della vita</strong>, ridurre al minimo l&#8217;interazione con l&#8217;altro, la socialità (narcisismo dalla scorza morbida),<strong> oppure mostrare arroganza, considerare la vita scontata</strong>, in qualche modo già conosciuta e quindi inutile da sperimentare (narcisismo dalla scorza dura).</p>
<p>Senza un corretto apparato psichico che consenta di pensare i pensieri e, in senso lato, di pensare la vita, il pensiero non evolve.</p>
<p>Il pensiero rimane concreto e non evolve verso quella modalità alta del pensiero:  l&#8217;astratto e/o il simbolico.</p>
<p>Ti sarà sicuramente capitato di poter sentire persone che dicono &#8220;quello che penso, io lo dico&#8221;, e dichiarazioni simili. Sono modalità di porsi all&#8217;altro che  denotano una scarsa capacità riflessiva. <strong>Al pensare infatti manca la capacità di rappresentare e rappresentarsi</strong>. In questo modo la persona non accede né alla vita esteriore, né alla vita interiore. Si è completamente incapaci di riflettere, di rappresentare, di toccare i propri stati interiori, quindi i significati che derivano da tali stati o esperienze.</p>
<p>Toccarli significherebbe anche viverli e doversi confrontare con il dolore e con l&#8217;angoscia; ecco che per difesa il pensiero rimane assolutamente concreto.</p>
<p>Vale la pena ricordare anche come il disturbo anoressico-bulimico sia caratterizzato dalla presenza di un pensiero concreto.</p>
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</article></section>
<h2>Come imparare a pensare i pensieri che disturbano</h2>
<p>Per imparare a pensare, a non aver paura dei propri pensieri, per non temere la vita, ma anzi<strong> imparare dalla vita a fare esperienza e crescere come persona</strong>, occorre avviare un processo di crescita interiore. Occorre incontrare l&#8217;Altro psichico, con il quale entrare in relazione e recuperare quella funzione madre-bambino, così fondamentale allo <strong>sviluppo di un corretto apparato predisposto a pensare i pensieri</strong>.</p>
<h3>Chi è l&#8217;Altro?</h3>
<p>L&#8217;Altro è un &#8220;tu&#8221; che nella psicoterapia dinamica, o psicoanalisi, viene vissuto tramite il <em>transfert</em> tra terapeuta e paziente, l&#8217;Altro è il &#8220;tu più autentico&#8221; che ogni essere umano proietta esternamente, nei primi anni di vita sul <em>care giver</em> e poi più avanti verso gli <em>altri significativi</em> (mentori, maestri, etc&#8230;).</p>
<p>Nella relazione terapeutica, dopo aver instaurato un <em>setting</em> adeguato, accompagnati dal terapeuta torniamo nuovamente a <strong>contattare quelle angosce ataviche che innescano i meccanismi difensivi</strong> con i quali ci siamo adattati al mondo, ma che possono anche, come abbiamo visto, ingabbiarci in una &#8220;vita a metà&#8221; o &#8220;non vita&#8221;.</p>
<div id="attachment_1111" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1111" class="size-medium wp-image-1111" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/AdobeStock_254430291-980x694.jpg" alt="" width="980" height="694" srcset="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/AdobeStock_254430291-980x694.jpg 980w, https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2021/12/AdobeStock_254430291-1600x1133.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /><p id="caption-attachment-1111" class="wp-caption-text">Psicoterapia di gruppo</p></div>
<h3>L&#8217;Altro nel gruppo</h3>
<p><strong>Possiamo fare esperienza dell&#8217;Altro anche attraverso la psicoterapia di gruppo</strong>, il gruppo può rivelarsi un ottimo contenitore per imparare a pensare.</p>
<p>L&#8217;aspetto fondamentale è la relazione, è nella relazione che l&#8217;Io si costituisce, e sempre nella relazione si costituisce patologia e cura.</p>
<p>Grazie alla cura possiamo tornare a dare senso alla vita, ai significati che ci attendono per imparare a strutturare forme di conoscenza più profonda.</p>
<p>Come ci ricorda Enrique Pichon-Rivière, la conoscenza nasce da tre fondamentali fattori quali:</p>
<ul>
<li>l&#8217;esperienza</li>
<li>la riflessione</li>
<li>la trasformazione</li>
</ul>
<p>Senza questi passaggi, consequenziali e circolari, la psiche umana difficilmente potrà evolvere. Ogni esperienza è fonte di conoscenza, ma deve poter essere pensata (riflettuta), altrimenti non fornirà alcuna trasformazione (crescita). Da una sana trasformazione ne consegue un altrettanto sano adattamento alla vita.</p>
<h2>La meditazione per calmare la mente e i pensieri che disturbano</h2>
<p>Quando la mente si affolla di pensieri, <strong>la meditazione può essere un ottimo strumento per disintossicarla</strong>. Bastano pochi minuti al giorno: la ripetizione degli esercizi di focalizzazione rende la mente più stabile e quieta. Lo stato di allerta tende a scemare, il metabolismo mentale ritorna in condizioni fisiologiche. Anche i pensieri disturbanti, che si attivano come difese, hanno meno ragione di esistere.</p>
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<h2>L&#8217;importanza del silenzio per spegnere i pensieri disturbanti</h2>
<p>In questo video Lama Paljin Tulku Rinpoche illustra come il silenzio possa essere la medicina della mente, contro i pensieri disturbanti.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Tavola rotonda - Una grande medicina: il silenzio" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/KQzNuJb3gt0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://matteomannucci.it/_mamawp/wp-content/uploads/2024/05/IMG_4707.jpg" width="100"  height="100" alt="Psicologo Livorno prezzi" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://matteomannucci.it/author/mama/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Matteo Mannucci</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p><em>Psicologo clinico, Guida in pratiche Meditative, Facilitatore in Mindfulness (ric. IPHM), Master DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), Master in Sessuologia Clinica, Master in Linguaggi della Psiche, Conoscitore in psicosomatica</em></p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://matteomannucci.it/_mamawp" target="_self" >matteomannucci.it/_mamawp</a></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://matteomannucci.it/2021/12/15/i-pensieri-disturbanti-come-mai-disturbano/">I pensieri disturbanti come mai disturbano?</a> proviene da <a href="https://matteomannucci.it">Dr. Matteo Mannucci - Psicologo a Livorno</a>.</p>
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