Matteo Mannucci
Dottore in Discipline Psicosociali, Dottore in Informatica Umanistica, Facilitatore in Mindfulness (ric. IPHM), Conoscitore in psicosomatica
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Chi sono

Verde collina
il vento ti carezza
mentre respiro

p.54 – Stare al tempo presente – 2018, Ed. Erasmo Libri

Dottore in Discipline Psicosociali, Dottore in Informatica Umanistica, Facilitatore in Mindfulness (ric. IPHM), Master DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), Conoscitore in psicosomatica, Poeta, Studioso di filosofia e psicologia del profondo

Nel 2007 mi sono laureato in Informatica Umanistica (Università degli studi di Pisa – Area Discipline umanistiche) un corso di laurea che mi ha permesso di approfondire il mio interesse per l‘uomo e la condizione umana (letteratura, arte, sociologia, linguistica, geografica culturale, etc…) in un mondo contemporaneo sempre più connesso e interattivo.

Unico in Italia, attivo dal 2002, il corso di laurea in Informatica umanistica è pensato per formare figure professionali richieste dalla società dell’informazione in cui viviamo. L’unione delle due aree disciplinari, umanistica e informatica, è finalizzata alla creazione di professionalità composite e flessibili, che hanno familiarità con i contenuti umanistici, sono capaci di trattarli in forma digitale e sanno comunicarli tramite la Rete, i prodotti multimediali e l’e-learning.

Nel 2012 ho fondato MaMaStudiOs società specializzata nella progettazione di spazi digitali interattivi per persone e aziende secondo un peculiare approccio umanistico legato alla psicologia positiva.

Dall’uomo si parte e all’uomo si deve tornare, rinnovati di quel qualcosa in più come indicatore di benessere individuale e collettivo verso cui ogni tecnologia, dall’invenzione della ruota alla particella di Dio, dovrebbe sempre tendere.

Viviamo in un mondo interconnesso, dove ogni cosa viene smaterializzata in bit, la musica, i libri, i film, la cultura, tutto viene ridotto affinché occupi meno spazio nei nostri dispositivi, affinché possiamo vantarci di avere l’ultimo modello di smartphone che archivia centinaia di documenti, canzoni, fotografie che mai guarderemo né ascolteremo.

È evidente come il web, la rete, sia metafora sempre più vuota dell’originaria e salvifica interdipendenza di tutti gli esseri e del nostro bisogno più importante: quello della relazione che nella dinamica virtuale si mostra così tanto arida e frustrata (per un approfondimento di questa tematica invito la lettura di Come la tecnologia cambia la mente).

Rallentare, ritrovare una dimensione interiore è la maniera per vivere in modo più sano e consapevole, realmente connessi con il cosmo che già ci attende.

Verde Collina

Verde Collina

Da circa 2,5 milioni di anni abitiamo questo pianeta connessi gli uni agli altri, eppure sembra che abbiamo dimenticato credendo all’illusione che solo i nostri PC lo siano (a partire dal 1991 con internet)

La dimensione umanistica è per me l’imprescindibile prospettiva, il punto di vista, il trait d’union dal quale osservo il mondo e mi osservo con esso, è centrale e base di ogni mio discorso fuori o dentro l’aspetto tecnico del gesto.
L’Occidente abbagliato dal mito della Tecnica spinge le società a richiedere, accettare e valorizzare solo gesti che siano anche “gesti-tecnici” perchè intrinsecamente legati a parametri di profitto ed efficienza, tuttavia come esseri umani è per noi doverosamente etico fermarci a riflettere su quanto il gesto sia prima di tutto configurazione, Gestalt (forma).

Il mio primo percorso di studi in Informatica Umanistica ha incarnato questa dualità cercando, già nelle intenzioni del titolo, di trascendere il conflitto degli opposti (umanistica e informatica) al fine di favorire una sana tensione che ponga entrambi i poli in un proficuo dialogo (coniunctio oppositorum secondo C.G Jung).
Con chiarezza vedo come l’Informatica Umanistica sia stata la premessa che mi ha consentito di poter fare ritorno al gesto puro della forma come motivo dell’esistere.

L’innesco di questo processo di cambiamento, di ritorno, ad una forma essenziale del vivere è avvenuto nel 2016, anno in cui sono diventato padre di Alma e la vita, in tutti i sensi, ha bussato alla mia porta spingendomi ad andare in profondità alla ricerca del Sé sulla via dell’individuazione indicata dalla psicologia analitica di C.G. Jung.

Nel 2018, pochi mesi dopo la nascita di Rita, è uscito il mio primo libro “Stare al tempo presente (Scritti di un viaggio sulla strada del ritorno)” a cura dell’editore Erasmo Libri (Livorno).

Dal sito web di “Stare al tempo presente”:

«Una raccolta di 84 haiku racconta il viaggio attraverso inaspettate “terre liquide”, ora pianure, ora deserti, ora montagne, laghi, notte, giorno, buio, luce, tenebra; terre sacre che non si possono governare, si mostrano da sé e dettano loro la parola.

Non avevo previsto un viaggio, tanto meno un diario in chiave poetica, ma giunse l’attimo in cui la pietra si rompe al guizzo della luce fattasi fulmine, e fu haiku.

Le poesie si susseguirono una dopo l’altra al ritmo delle stagioni e gli 84 “gesti essenziali”, oggi riuniti, tentano di costellare il vuoto spazio di un eterno presente dove la natura, il Mutus Liber, non è più solo fuori, ma anche dentro, non più là, ma anche qua, “sfondo immutabile che nessun uomo e nessun Dio fece” (Eraclito)»

La psicoanalisi è un’esperienza di confine, di limen (soglia), quando si raggiungono certi confini psichici addentro alla realtà, la vita cambia, arricchendo il nostro esistere verso profonde mete assolutamente umane.

«Non potrai mai raggiungere i confini dell’anima, per quanto tu possa andare percorrendo per intero le sue vie: tanto profondo è il suo lògos» – Eraclito

Nel 2017 mi sono iscritto alla facoltà di psicologia dell’Università Telematica Uninettuno.
Tornando all’Università, tornando a me-stesso, ho avuto conferma di come esista una mappa originaria in ogni essere umano, pronta a guidarci verso inestimabili tesori.

«Conosci te stesso» – Pizia, sacerdotessa di Delfi

Attualmente sto lavorando con intensità e passione alla mia formazione verso la psicologia clinica attraverso molteplici contesti: Università, Psicoanalisi, Mindfulness e Filosofia. Augurandomi un giorno di poter aiutare, chi sentirà il bisogno di trovare la propria mappa particolare verso la realizzazione del Sé.

Scritto il 18 settembre 2020 – luna nuova

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Henri Rousseau – Le Rêve (Il sogno), 1910