La Mente Affettiva secondo Antonio Alcaro
La mente umana si sviluppa su più livelli, partendo da una base affettiva per poi evolversi verso una dimensione immaginativa e, successivamente, rappresentativa.
Memoria implicita e rappresentazioni mentali
La memoria implicita non verbale è prevalentemente gestita dall’emisfero destro, mentre l’emisfero sinistro utilizza codici verbali che attingono dai pattern della memoria implicita. Questo significa che il primo livello della mente è essenzialmente affettivo, seguito da un livello immaginativo che porta alla formazione di rappresentazioni noetiche.
Nel primo livello, le rappresentazioni riguardano la relazione della mente con il mondo esterno e interno, ma non implicano ancora la formazione di immagini mentali. È solo nel secondo livello che si acquisisce la capacità di creare uno spazio rappresentativo, permettendo una maggiore flessibilità nei modelli operativi interni (MOI).
Il ruolo del flusso ideo-affettivo-endogeno
Un aspetto cruciale è la capacità del flusso ideo-affettivo-endogeno di influenzare la rigidità dei modelli operativi interni. Se questa funzione non si manifesta adeguatamente, i MOI rischiano di operare in modo meccanico e stereotipato. Questa capacità si manifesta attraverso pensieri, rappresentazioni e riflessioni, sia nell’adulto che nel bambino.
Un flusso ideo-affettivo endogeno attivo permette di riscrivere schemi comportamentali rigidi, facilitando una maggiore adattabilità mentale. Quando questa funzione è compromessa, emozioni negative come paura, angoscia, colpa e vergogna possono emergere e influenzare il comportamento.
L’attività mentale endogena nel bambino
La realtà è fondamentalmente archetipica, una matrice dinamica e vuota in cui il flusso affettivo endogeno svolge un ruolo chiave nello sviluppo cognitivo ed emotivo.
Studi mostrano che, già negli ultimi tre giorni di gestazione, il cervello di un feto è capace di produrre un’attività mentale endogena simile alla fase REM del sonno. Durante l’infanzia, questa attività è predominante e diminuisce con la crescita. Si può quindi ipotizzare che l’attività immaginativa infantile costituisca la base per lo sviluppo del pensiero nell’adulto.
Un bambino non ha bisogno di apprendere questa capacità creativa: è innata. Tuttavia, una buona relazione di attaccamento è fondamentale affinché il bambino impari a sintonizzare la propria attività mentale endogena con l’affettività delle relazioni.
Se la relazione di attaccamento è disfunzionale, il bambino si trova di fronte a una scelta: adattarsi al mondo esterno, rischiando di perdere la propria capacità di attività mentale endogena, o sviluppare schemi comportamentali rigidi che limitano la sua crescita personale.
Energetica psichica ed esplorazione
L’energia psichica e la spinta esplorativa non sono legate solo alla soddisfazione dei bisogni primari. Negli animali, anche in assenza di necessità immediate, la capacità di esplorare l’ambiente rimane attiva. Lo stesso accade nell’essere umano: durante la veglia, la mente continua a pensare, immaginare e ricordare.
La funzione terapeutica del flusso ideo-affettivo-endogeno
Il flusso ideo-affettivo endogeno ha un valore terapeutico intrinseco, poiché aiuta a sciogliere le rigidità mentali. L’obiettivo della terapia non è tanto interpretare i contenuti della mente, quanto riattivare questa funzione esplorativa e ideo-affettiva.
Il terapeuta, con un approccio maieutico, sostiene il paziente nel recupero di questa capacità, permettendogli di rappresentare e affrontare le proprie difficoltà in modo più fluido e adattabile.

Dottore in Psicologia, Facilitatore in Mindfulness (ric. IPHM), Master DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), Master in Sessuologia Clinica, Master in Linguaggi della Psiche, Conoscitore in psicosomatica, Poeta, Studioso di filosofia e psicologia del profondo