Matteo Mannucci
Dottore in Discipline Psicosociali, Dottore in Informatica Umanistica, Facilitatore in Mindfulness (ric. IPHM), Conoscitore in psicosomatica
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Visitare Certaldo: il fascino del medioevo

Il Medioevo, periodo che va dal 476 d.C, anno della caduta del Sacro Romano Impero di Occidente e che termina con la scoperta dell’America nel 1492, è lontano da noi circa 500 anni eppure, allo stesso tempo, è ancora così presente.

Visitare Certaldo: il fascino del medioevo

Certaldo

“Certaldo, come voi forse avete potuto udire, è un castello di Val d’Elsa posto nel nostro contado, il quale, quantunque picciol sia, già di nobil uomini e d’agiati fu abitato”

(Decameron, VI, 10).

Tra i tanti borghi medioevali della Toscana, Certaldo è sicuramente uno dei più famosi: Casa Boccaccio, il Palazzo Pretorio, Mercantia sono alcune delle sue chiavi di lettura.
Sono capitato a Certaldo una domenica di novembre con la mia famiglia e alcuni amici, la pietra rossa e l’atmosfera medioevale hanno ispirato questo articolo.

Medioevo: il periodo buio, eppure…

Il Medioevo è stato definito, in modo dispregiativo, “periodo buio” tuttavia la sua eco smuove una fascinazione numinosa anche in tempi moderni: film, letteratura, giochi; il medioevo non ci ha mai lasciato.
La sua presenza invita a voltare le spalle, a rimirare quelle strade lastricate solcate da carri, pellegrini e viandanti dalle disparate origini che si spostavano di contrada in contrada diffondendo inconsapevolmente l’odore del tempo; il sapore di un’anima collettiva che cominciava a prendere le distanze dai dogmi per crescere in sé. È infatti nel Medioevo che l’italiano con le figure di Dante, Petrarca e Boccaccio (Le tre corone) affonda le sue radici come lingua nazionale, lingua volgare, del popolo, in antitesi al latino dei dotti ecclesiastici. Si avvia proprio in questo periodo un movimento culturale che poi con il Rinascimento avrebbe aperto la via all’età moderna.

Una passeggiata per Certaldo

Camminare per borghi antichi come Certaldo regala pace e tranquillità, perdersi per i vicoli che segretamente tornano sempre all’unica strada maestra è ricercare l’antico dentro di noi, il già stato che è tutt’ora qui; maestro.

Ad ogni uomo ritornano queste immagini, che già da bambino egli mirava nella variopinta luce di sogno del futuro.

C. Spitteler

 

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Pubblicato il
4 Novembre 2020
Ultima modifica
9 Novembre 2020 - ora: 22:44
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