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I corpi sottili nel pensiero antico
Gli antichi egizi concepivano l’essere umano come formato da più principi: il Ka (doppio vitale), il Ba (anima), il Ren (nome segreto) e il cuore (ib), considerato sede dell’intelligenza. La mummificazione aveva lo scopo di preservare questi corpi sottili e consentire un “secondo avvento sulla terra”.
La Grecia antica invece distinse invece tre anime:
- l’anima vegetativa (comune agli animali e destinata a dissolversi),
- l’anima irrazionale (che poteva sopravvivere per un tempo dopo la morte),
- l’anima razionale (capace di trasformarsi in corpo glorioso, immortale).
Platone, Porfirio e Proclo parlarono di questa trasformazione interiore come via iniziatica, mentre nel neoplatonismo si sviluppò la dottrina dei “tre soli”: visibile, intelligente e intelligibile, simbolo della tensione tra microcosmo umano e macrocosmo universale.
La differenza tra corpo e anima

Un importante contributo di Vito Mancuso, teologo, aiuta a rappresentarci ciò che da troppo tempo è pensato come diviso. La differenza tra corpo e anima è ancora attuale? Mancuso: «Il
Cristianesimo e corpi sottili
Il cristianesimo ridusse questa visione a corpo, anima e spirito. L’anima fungeva da ponte tra dimensione materiale e spirituale, e la resurrezione finale avrebbe restituito un “corpo glorioso”.
Già nei Padri della Chiesa emersero due tendenze:
- Tertulliano, più materialista, immaginava un corpo risorto simile al fisico
- San Paolo e Origene di Alessandria, invece, parlavano di un corpo di luce, trasfigurato
Questa ambivalenza mostra quanto il tema fosse sentito e discusso già nei primi secoli
Dalla teosofia a steiner
Con la teosofia ottocentesca e la filosofia di Rudolf Steiner, la terminologia dei corpi sottili si consolidò:
- corpo fisico,
- corpo eterico,
- corpo astrale,
- corpo mentale.
A questi si aggiunsero, attraverso pratiche meditative, il sé spirituale, il corpo causale e infine il corpo glorioso. Qui ritroviamo l’antico motto ermetico: «Ciò che è in alto è come ciò che è in basso».
l’Oriente e lo yoga sottile
Nello yoga i corpi sottili sono esperiti non come concetti astratti, ma come esperienze dirette.
I testi fondamentali – dalle Upanishad alla Bhagavad Gita, fino agli Yoga Sutra di Patanjali – parlano di energie, canali (nadi), centri sottili (chakra).
Il Samādhi nella meditazione: Patañjali, Śamatha e Mahāmudrā

La Meditazione e il Samādhi: Patañjali, Śamatha e Mahāmudrā a Confronto Introduzione alla meditazione e al Samādhi La meditazione è una pratica universale che assume diverse forme e significati nelle
Qui il lavoro non è speculativo: si tratta di pratiche che, attraverso respiro, meditazione e contemplazione, dissolvono l’ego e permettono di percepire l’unità non-duale (advaita).
Medicina antica e alchimia occidentale
Fino alla rivoluzione scientifica, la medicina europea si basava su visioni vitalistiche e analogiche: i quattro umori (sangue, flemma, bile gialla, bile nera) erano collegati ai quattro elementi e agli archetipi planetari.
L’alchimia, in particolare con Paracelso, non si limitava a osservare, ma cercava di trasformare la materia per ottenere quintessenze capaci di rigenerare l’uomo.
Il medico-filosofo non curava solo il corpo fisico, ma anche i livelli sottili, con rimedi che risuonassero con i “pianeti interiori” di ciascun individuo.
Lavoro su di sé: alchimia di maschile e femminile (l'androginia)

https://youtu.be/N34k78u94Cc Come studioso di psicologia complessa e del profondo, mi è capitato volte più di riflettere sul concetto degli “opposti” e della rispettiva integrazione del principio maschile e femminile (androginia).
Simboli, sogni e immagini come medicina
Nel mondo antico si riteneva che i sogni potessero guarire: nei templi di Esculapio, i malati ricevevano in sogno la visita del dio che indicava la cura. Anche le fiabe, i miti e i simboli erano visti come strumenti capaci di agire sui corpi sottili, là dove i farmaci agiscono solo sul corpo materiale.
Frozen psicologia di una scissione

Come padre di due bambine di 4 e 2 anni non mi sono potuto perdere l’evento Frozen e ringrazio Alma e Rita per avermi concesso un momento di riflessione sulla
Oggi questo approccio sopravvive nelle medicine tradizionali e complementari – agopuntura, omeopatia, naturopatia – che però spesso si scontrano con la visione scientifica moderna, basata su criteri di ripetibilità e falsificabilità (Popper).
Difficoltà e prospettive
Il dibattito resta aperto. Parlare di corpi sottili e guarigione interiore significa muoversi tra filosofia, spiritualità, medicina e scienza, con il rischio di essere bollati come “ciarlatani”.
Eppure, come ricordava Paracelso:
Il cielo è l’uomo
e l’uomo è il cielo.
Il vero padre di ciascuno
è il suo cielo interiore.
Questa frase racchiude un invito a riscoprire il cielo interiore, a conoscere i nostri pianeti invisibili, a curare non solo il corpo ma anche le dimensioni sottili della nostra esistenza.
Il Linguaggio del Corpo nello Yoga: Percezione, Sensazioni e Spiritualità

Il Linguaggio del Corpo nello Yoga: Percezione, Sensazioni e Spiritualità Il linguaggio del corpo nello yoga è uno degli aspetti più affascinanti e profondi di questa pratica. Attraverso la consapevolezza
Conclusione
Il volume Cielo interiore e guarigione non pretende di essere esaustivo, ma offre una mappa di ricerca per chi vuole approfondire questo campo vasto e affascinante.
Dall’antico Egitto alle Upanishad, da Platone a Steiner, dall’alchimia rinascimentale alla teosofia, emerge un filo rosso: la convinzione che l’uomo non sia fatto solo di materia visibile, ma di corpi sottili che custodiscono la chiave della trasformazione e della guarigione interiore.
È vero senza menzogna, certo e verissimo, che ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare il miracolo della cosa unica. E poiché tutte le cose sono e provengono da una sola, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice. Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui. La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra. Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande ingegno. Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori. Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te. Questa è la forte fortezza di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida. Così è stato creato il mondo. Da ciò deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo. Completo è quello che ho detto dell’operazione del Sole
La tavola di smeraldo o smeraldina
Perfetto 🙏 allora ecco la versione definitiva della riflessione finale, con il collegamento esplicito al tema dei qualia.
Il principio del simile come via di guarigione
Tramite un veicolo – che sia una parola, un’immagine o un rimedio concreto come l’omeopatico – il simile cura il simile.
Parola, immagine e rimedio non sono che diverse forme di un’unica “sostanza” informativa, che appare sotto differenti modalità sensoriali: suono, visione, sapore, odore.
Quando questa informazione entra nel campo psichico dell’altro – un campo che è in gran parte inconscio – attiva in lui la possibilità della cura.
Così, ciò che viene accolto nel profondo come “simile” non è altro che il ponte che rende possibile la trasformazione.
Le antiche tecniche, tanto in Oriente quanto in Occidente, insegnano proprio questo:
Scendere a patti con ciò che temiamo, introdurlo nella coscienza, per guarire proprio quello stesso aspetto che ha generato un sintomo.
Un esempio molto chiaro ci viene dall’omeopatia
Il rimedio Aconitum napellus, pianta velenosa che in tossicologia provoca improvvisa agitazione, tachicardia e terrore della morte, viene utilizzato in omeopatia proprio nei casi di paura acuta e panico improvviso.
È simile alla paura perché la contiene già in sé, e dunque può stimolare nell’organismo la capacità di trasformarla.
Lo stesso accade in psicoanalisi: dare spazio ai sogni inquietanti significa permettere all’ombra di emergere nella coscienza.
Ecco perché, tanto nei rimedi quanto nei simboli, il principio del simile cura il simile diventa la chiave.
Il ruolo dei qualia nella trasformazione
Ciò che rende efficace il “simile” non è la sostanza in sé, ma il suo qualia, ovvero la qualità soggettiva dell’esperienza che suscita.
- Un suono, un colore, un sogno hanno valore non per la loro spiegazione razionale, ma per l’impronta qualitativa che lasciano nella coscienza.
- Aconitum non agisce perché ha molecole che “spengono la paura”, ma perché evoca il qualia della paura acuta, permettendo alla psiche di riconoscerlo e trasformarlo.
- Una fiaba o un mito non curano per il loro contenuto letterale, ma perché risvegliano un qualia d’ombra che, se integrato, diventa risorsa.
Il lavoro sul simile è dunque un lavoro sui qualia: sulle tonalità sottili dell’esperienza che non si riducono mai a numeri o formule, ma che determinano la nostra percezione e la nostra possibile guarigione.
La cura avviene quando un qualia simile a quello che ci fa soffrire viene introdotto nella coscienza, e così lo trasforma in forza vitale.

Psicologo clinico, Guida in pratiche Meditative, Facilitatore in Mindfulness (ric. IPHM), Master DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), Master in Sessuologia Clinica, Master in Linguaggi della Psiche, Conoscitore in psicosomatica