6 gennaio 1946 – 6 gennaio 2026
In questo articolo
Una data che vibra
Ottant’anni fa nasceva Syd Barrett, e oggi, nel tempo della sovra-informazione e della spiritualità “a portata di app”, la sua parabola umana e artistica torna a interrogarci con una forza rinnovata.

Il 4 gennaio 2026, due giorni prima di questa ricorrenza, ho trascorso un’intera sessione in meditazione sul suono, sulla testimonianza sensibile e sulla natura della realtà. È da questa esperienza che il testo prende forma: non come saggio musicale, non come agiografia rock, ma come riflessione stratificata – sonora, filosofica, antropologica – su ciò che Syd Barrett ha incarnato senza possedere gli strumenti concettuali che oggi diamo per scontati.
Dal suono all’atmosfera: una testimonianza interiore
Il suono da prima suono, gradualmente è diventato un’atmosfera sonora…
All’inizio c’è il suono grezzo. Un evento fisico, una vibrazione. Poi accade qualcosa di sottile: il suono smette di essere oggetto e diventa ambiente. Non lo ascolti più: ci sei dentro.
Questo passaggio – dal suono come fenomeno al suono come campo – è cruciale per comprendere non solo l’esperienza meditativa, ma anche l’opera di alcuni musicisti.
Syd Barrett, la musica era la sua via, per lui, non era mai semplice struttura o canzone: era spazio mentale abitabile.
Qui emerge la riflessione:
Se tutto ciò che percepiamo è mediato dai sensi, che realtà stiamo davvero vivendo?
La risposta, come insegna Shankara, non è rassicurante per l’ego: la realtà sensoriale è Maya, apparenza. Ma attenzione: apparenza non significa falsità. Significa livello.
Realtà multiple e coscienza in movimento
Durante quella meditazione, ho avvertito una sottile angoscia: la sensazione che la realtà ordinaria fosse un sogno su un altro registro. Ma poi qualcosa si è riorganizzato interiormente.
La mente – prana, vento intelligente – si è mostrata non come prigione, ma come veicolo della coscienza. Un cavallo. La coscienza non è la mente, ma viaggia su di essa. Si sposta:
- dai livelli grossolani della realtà ordinaria
- ai livelli sottili delle nadi
- fino al canale centrale, dove il soggetto non osserva più: è
In questo movimento, la coscienza sperimenta realtà differenti, così come accade nel sogno. Eppure nessuno direbbe che il sogno sia irreale nel momento in cui lo vive.
La gestione del prana nel tantra: fase di completamento

Al Centro Mandala Studi Tibetani di Milano siamo giunti all’illustrazione della fase del “Completamento” relativa alla pratica del tantra e alla gestione del prana. https://youtu.be/7H9wxi0go5A Andrea Capellari, in diverse lezioni,
Forse l’illusione non è il sogno, ma credere che la veglia ordinaria sia l’unica realtà possibile.
Syd Barrett e la caduta senza rete
Ed è qui che Syd Barrett riappare come figura tragicamente iniziatica.
Syd ha attraversato queste soglie senza mappa.
Ha aperto porte interiori – attraverso LSD, suono, immaginazione – in un’epoca che non aveva linguaggi né contenitori simbolici per reggere l’esperienza.
La cultura occidentale degli anni Sessanta:
- non parlava seriamente di stati non ordinari di coscienza
- non integrava Oriente e psiche
- medicalizzava ciò che non comprendeva
Perdersi era facile. Tornare, quasi impossibile.
Pink Floyd: quando il suono diventa mondo
I primi Pink Floyd non erano una band rock nel senso classico, erano, come alcuni poeti, cartografi dell’invisibile.
The Piper at the Gates of Dawn non è un disco psichedelico: è una topografia della mente infantile e cosmica insieme.
Fiabe, rumori, filastrocche, dissonanze: tutto concorre a creare un mondo sonoro più che una sequenza di brani.
Syd non scriveva canzoni: apriva varchi.
Cercava e si è perso
“Cercava e si è perso, povero ragazzo.”
Questa frase non va letta con pietismo, ma con responsabilità storica. Syd è il prodotto di una ricerca autentica avvenuta in un contesto impreparato.
Oggi:
- parliamo di integrazione psichedelica
- conosciamo neuroscienze e meditazione
- abbiamo ponti tra psicologia e spiritualità
Lui no, e quando la coscienza accelera senza struttura, la frammentazione è dietro l’angolo.
Psiche, immagini e cervello: il potere delle immagini nella psicoterapia tra neuroscienze e inconscio

Introduzione Nel pensiero occidentale, dominato per secoli dalla logica e dalla razionalità verbale, l’immagine è stata spesso relegata a un ruolo secondario: elemento decorativo, sogno infantile, fantasia da domare. Eppure,
Mick Jagger, il lama e l’altra via
In questi giorni mi è tornata alla mente una fotografia: Mick Jagger con un lama tibetano. Stessa epoca. Stessa curiosità per l’Oriente. Esiti radicalmente diversi.

Mick Jagger con Dilgo Khyentse Rinpoche
I Rolling Stones hanno flirtato con l’esoterismo, ma non vi si sono dissolti. Hanno mantenuto un io forte, un centro mondano:
- andare verso il sacro con un io strutturato
- cadere nel sacro con un io fragile
Syd apparteneva alla seconda categoria.
Beatitudine, corpo e cosmo
Nelle tradizioni tantriche e yogiche è esperienza nota: quando la coscienza si ritira nei canali sottili, il corpo risponde. Syd, probabilmente, ha conosciuto stati simili senza contesto simbolico, senza maestri, senza linguaggio. E quando l’esperienza non è narrabile, diventa trauma.
Il Tantra per un riassetto neuropsicosomatico

La mente come un colibrì è una bella analogia che Andrea Capellari ha utilizzato durante una lezione di introduzione al Tantra presso il Centro Mandala di Milano. Come il colibrì
Improvvisa comprensione
E poi, di colpo, la sera di quello stesso giorno è accaduto qualcosa di inatteso:
per caso, o forse no, mi sono imbattuto in un documentario su Syd, così una band che non avevo mai compreso a fondo, improvvisamente si è mostrata chiara: non con la mente, ma con il corpo.
Ho compreso i Pink Floyd attraverso Syd, non nonostante Syd.
Ho compreso che quella musica non va capita: va attraversata.
Ricordare Syd Barret oggi
Ricordare Syd Barrett oggi significa fare qualcosa di più che celebrarlo. Significa:
- interrogarsi sui limiti della coscienza
- riconoscere i pericoli della ricerca senza struttura
- onorare chi ha aperto strade pagando il prezzo più alto
Syd Barrett non era “pazzo”, è stato prematuro. E forse, ottant’anni dopo la sua nascita, siamo finalmente pronti ad ascoltarlo davvero.

Psicologo clinico, Guida in pratiche Meditative, Facilitatore in Mindfulness (ric. IPHM), Master DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), Master in Sessuologia Clinica, Master in Linguaggi della Psiche, Conoscitore in psicosomatica
