Matteo Mannucci
Dottore in Discipline Psicosociali, Dottore in Informatica Umanistica, Facilitatore in Mindfulness (ric. IPHM), Conoscitore in psicosomatica
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Pratica della Mindfulness, un’introduzione

Nel settembre 2020 ho iniziato un corso di formazione come facilitatore Mindfulness, così in questo articolo condivido alcuni appunti per chi desidera avvicinarsi a questa pratica.

Introduzione

Mindfulness significa essere consapevoli e pienamente presenti in ciò che sta accadendo in questo momento, calandosi nell’istante presente.
Non essere consapevoli durante la nostra esistenza (Mindlessness) presenta solo aspetti negativi come:

  • sprecare la vita che stiamo vivendo
  • non sfruttare il nostro potenziale
  • incomprensioni nei rapporti con gli altri

Praticare la Mindfulness produce un aumento della nostra consapevolezza:

  • abbandonare il giudizio
  • un’esperienza di vita più ricca
  • sostituzione di comportamenti automatici con scelte consapevoli e funzionali

Il concetto della Mindfulness, come ho già scritto in questo articolo, leggi: Qui e ora: Ponte Tibetano e Mindfulness, affonda le sue radici nella tradizione buddhista, il termine deriva dalla parola Sati che in lingua Pali possiamo tradurre come “consapevolezza” o “attenzione presente e attiva”.
La pratica della Mindfulness ha l’obiettivo di ridurre gli effetti negativi dovuti ad un’errata interpretazione della realtà, traendo le sue origini dalle Quattro nobili verità e dall’Ottuplice sentiero.

Quattro nobili verità

  1.  La Verità del dolore
  2. La Verità dell’origine del dolore
  3. La Verità della cessazione del dolore
  4. La Verità della via che porta alla cessazione del dolore

Ottuplice sentiero

  • Retta comprensione (samma ditthi)
  • Retto pensiero (samma sankappa)
  • Retta parola (samma vaca)
  • Retta azione (samma kamanta)
  • Retta condotta di vita (samma ajiva)
  • Retto sforzo (samma vayama)
  • Retta consapevolezza (samma sati) – Mindfulness
  • Retta concentrazione (samma samadhi)

Praticare la Mindfulness a cosa serve?

La Mindfulness è stata introdotta dal monaco buddhista Thích Nhất Hạnh e da Jon Kabat-Zinn biologo e scrittore statunitense, Professore Emerito di Medicina e fondatore della Stress Reduction Clinic e del Center for Mindfulness in Medicine.

In occidente viviamo un periodo di apparente benessere, abbiamo molte possibilità, eppure secondo l’OMS entro il 2030 la depressione potrebbe essere la malattia più diffusa.
I nostri ritmi frenetici, il multitasking sono la principale causa di infelicità e stress (Il multitasking riduce la produttività del 40%). Uno studio dell’Università di Harvard ha dimostrato che la mente umana in media si distrae il 46,9% del tempo, allo stesso tempo i soggetti della ricerca si sentivano felici quando erano immersi e concentrati in ciò che facevano (esperienza del Flow di cui ho parlato in questo articolo).

Più siamo presenti a noi stessi, più stiamo meglio

La pratica della Mindfulness può essere svolta in qualsiasi momento della giornata sia in modo formale (meditazione) sia in modo informale (prendere coscienza della vita, del suo scorrere nel qui e ora, proprio in questo momento).
Praticare la Mindfulness ci permette di capire che i pensieri vanno e vengono e soprattutto che noi non siamo i nostri pensieri, la consapevolezza permette di vedere come le nostre strutture cognitive si attivano e agiscono in noi, prendendone atto senza giudizio o coinvolgimento.
La meditazione sul respiro (Vipassana) aiuta ad assumere una corretta prospettiva, osservando il respiro, l’armonico alternarsi di inspirazione ed espirazione, osserviamo anche i nostri pensieri che, come l’aria nei polmoni, vanno e vengono.

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Pubblicato il
24 Settembre 2020
Ultima modifica
25 Marzo 2021 - ora: 13:32

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